Paolo David

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Cara Brooke

Lettera comica dedicata a tutte le casalinghe del mondo.

Cara Brooke, mi manchi.
So che non ti aspettavi una lettera, soprattutto dopo la mia partenza e quel saluto mancato, ma vorrei almeno dare una spiegazione ai tuoi tanti perché che ti hanno sicuramente accompagnato in questi mesi.
E’ vero. Ho approfittato della sospensione estiva di Beautiful per scappare via, comportandomi da vigliacco in quell’ultima settimana d’Agosto, di fronte la concorrenza chiamata “Una vita”. Mi pento ogni giorno di aver compiuto quel gesto, ma credimi, se sono fuggito via l’ho fatto solo per noi.
Quei venti minuti dalle 13:40 alle 14:00 che per oltre 15 anni hanno caratterizzato la nostra storia d’amore, non sono più nulla senza di te. Il rito del caffè, l’asciugatura dei piatti, quei pranzi posticipati, le minacce di mia madre a cambiare canale oggi sono solo futili ricordi di un amore che la nostra distanza non ha fatto che danneggiare.
Credo però che il tempo, così come la distanza possano d’altra parte esserci d’aiuto, soprattutto nel ricordare i passaggi più importanti del nostro percorso d’amore.
Di certo non puoi dire di me di essere stato un amante geloso. Ho sopportato i tuoi 18 matrimoni ed i loro strascichi, sapendo bene che il perché dei loro fallimenti fosse dovuto proprio alla continua ricerca di te stessa. E per questo non devi chiedermi scusa. Ho dovuto contrastare con famiglie e uomini che hanno giocato con armi molto più numerose delle mie: prima i Forrester, poi i Marone, adesso gli Spencer. Case di moda da una parte, navi dall’altra, chi a proporti un ruolo da stilista o manager, chi da dirigente all’interno di una casa editrice. Niente insomma con cui un povero laureando in Ingegneria potesse competere. Tutte carte di un mazzo in cui più volte hai pescato alla ricerca dell’amore della tua vita, ma che mai sono state un freno per le tue passioni ed i tuoi istinti.
Istinto. Anche questa parola merita una riflessione. In amore hai sempre agito in maniera impulsiva, incontrollata, senza mai guardare a fondo le persone che quelle trame ti mettevano davanti. Con le tue relazioni intrecciate tra padri,figli e nipoti non solo hai creato confusione nelle teste dei milioni di spettatori che in Italia vi segue da diversi anni, ma hai pure messo a repentaglio la mia sicilianità e quell’onore per cui tanto siamo famosi nel mondo. Voglio confessarti una cosa. Non ti ho mai chiesto di sposarmi proprio per questo, per quella paura chiamata “corna” che in paese farebbe di me uno zimbello. Sarebbe soltanto un ulteriore ostacolo alla nostra relazione, che invece vorrei avesse un futuro lontano da Canale 5.
Abbiamo affrontato insieme tante battaglie, nonostante la differenza di età che ci separa ma che mai è stata per noi motivo di scrupolo (per te poi figuriamoci). Ti ho supportata quando tutti ti remavano contro: prima Sally Spectra, poi la tua ex suocera Stephanie (ex suocera vero?), infine le accuse di omicidio, di frode, di plagio.
Ho deciso di scriverti queste righe per chiederti ancora una volta scusa nella speranza che tu voglia continuare la nostra storia. Perché i segni del tempo sono del tutto invisibili sul tuo corpo, e la bellezza che mostravi la prima volta che ti ho conosciuto su quel vecchio Vimar finito non so nemmeno dove, è rimasta intatta contro tutte le luminosità e tutti i contrasti del mio LCD. E ti rende attraente oggi più di allora.
Sappi che nel mio cuore ci sarà sempre uno spazio per il tuo amore. Quello del televisore di casa mia, è tuo da oltre 7600 puntate.

 

                                                                                                                                                                                                                                                    Tuo, Paolo.

 

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