Paolo David

Computer EngineerComputer Engineer

Uno, Nessuno e 100K

Marie D’Ambert

Selene Rossi

Rose Boulanger

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La luce del sole, filtrata dalla veneziana lì all’angolo, accarezza quel tavolo che oggi è un vero campo di battaglia. Il topo multitasti va avanti in avanscoperta, cercando di sfuggire tra le trincee di briciole e polvere prima che il cavo che lo trattiene gli impedisca di sognare. Figlio quest’ultimo di una grande famiglia, nata da coppie di maschi e femmine prive però di organi genitali. Coinquilini tra loro di un case colorato che tra ventole, luci e suoni dà loro conforto e pretende coesione.

 

UNO li osserva, amministratore e socio della sola società che conosce, quella fatta da se e se stesso. Il nome pixelato delle ragazze del menu che ha davanti, fan di lui un moderno Casanova, leone da tastiera ma pecora nella vita. Coniglio di quella società di cui è cittadino privo di residenza, dove le ragazze han forme touchscreen e algoritmi complicati da potere decifrare.

 

NESSUNO, la pensa come lui. Vive in un ala del suo cervello, in quella realtà, aumentata di algoritmi ed aspettative, che toglie il sapore a tutto ciò che è vero. Che toglie il sapore pure al cioccolato. A quelle attività cui oggi aggrapparsi con un velo di nostalgia. A quel piacere di fare 2 passi e conoscersi un po’. Di caffè e cappuccio di fronte la Gazzetta. Di litigare si, ma non dietro moderne barricate. Di essere cittadino, ma dentro l’Aula di un Consiglio Comunale. Di essere UNO e non CENTOMILA. Perché una vita intera non basta ad indossare tante maschere.

 

100K, come il peso di queste parole, scritte seduto da spettatore di un mondo che conosco e da cui spesso vorrei scappare. Tra tanti UNO che sembran NESSUNO e CENTOMILA NESSUNO che valgono come UNO. In fondo oggi cos’è la morale se non un popup da chiudere ed evitare. Forse un qualcosa da poter scaricare e spostare tra i film che un giorno vedrò.

 

Uno, nessuno e 100K. Come il maestro Pirandello aveva previsto anni fa.

 

 

Paolo David

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